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La popolarità di PaoloGTC

HALL OF FAME (8/8)
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Reputazione Forum
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Qualche figurino di quella che per me resta la Passat più bella di sempre (e... faccio coming out una delle poche, pochissime VW che ho davvero ammirato). In verità non ci mostrano chissà che di inedito... i casi sono due: o siamo già in una fase in cui l'indirizzo da prendere è ben chiaro, oppure ad essere ben chiare furono le idee fin dal principio. Al netto dell'effetto "wow" che da sempre contraddistingue i figurini, infatti, pare che il dubbio più grande fosse quello di farla con due o tre finestrini laterali. Non amo granchè il marchio, non l'ho mai amato e chi mi conosce lo sa. Però ribadisco, in questo caso, chapeau. Una gran bella macchina. Dentro e fuori.
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Corsa C a me non dispiaceva del tutto. Potrei essere accusato di favoritismo perchè ne ebbi una dal 2002 al 2005, una 1.8 GSI versata per prendere la GTC. Sicuramente il design Opel (per gli esterni e soprattutto gli interni) non fece sfoggio di grande entusiasmo. Basti dire che la mia GSI, prima che ci mettessi mano kittandola in parte Irmscher in parte... non mi ricordo l'altra marca, più cerchi after market e verniciature/aggiunte varie che la portarono ad essere così (al netto delle patacche sui fianchi che erano in previsione di un raduno) (lascio la targa perchè tanto ormai è demolita) era nata identica ad una 1.2 Sport. Stessi cerchi, stessi interni a parte qualche dettaglio. Esternamente se non ricordo male cambiava il terminalino dello scarico (quadrato forse? Boh...) e poi c'erano le maniglie porta in tinta. Fine. Wow understatement al 110% per i sostenitori, tristezza assoluta per chi ricordava i body-kit di B GSI e Astra F GSI prima serie. Non credo che avessero più avuto l'intenzione di proporla come la versione col coltello fra i denti, bensì come "ammiraglia della gamma". Tanto che fra le dotazioni di serie c'era il cruise control. Qui in Italia chi comprava il GSI aveva in mente sparate e curve, loro mettevano di serie il cruise. Manco fosse stata una macchina da autostrada. Bah. Però, una volta detto che non mi è mai piaciuta la forma troppo tondeggiante del lunotto che lo faceva sembrare l'oblò di una lavatrice, debbo aggiungere che la colpa principale dei designer Opel fu quella di lavorare molto di fino, anche troppo, su certi giochini di stile di cui non ti rendevi manco conto perchè alla fine l'auto così a prima vista riusciva a non dirti proprio nulla. Ad esempio trovavo carina la forma di fari anteriori che nasceva dall'incrocio delle linee della fascia nera paraurti e dell'accoppiamento dello stesso col parafango. Era carino il cofano, con un accenno di dorsale e la sua forma vagamente a coperchio, e sulla sua superficie trovavo carine anche le linee che scendevano dai montanti e pian piano sfumavano sul piano. C'era un bel lavoro di design su queste forme, senza interruzioni, dal piano del cofano al tetto attraverso i montanti, e a fianco del cofano, trovavo carino anche quell'accenno di spalla sul parafango che poi correndo sotto i finestrini andava a "morire" sul montante C, sparendo mentre risaliva attorno al finestrino posteriore. Tutte cose sulle quali, secondo me, c'era stato un certo lavoro. La colpa... quella cui facevo cenno prima. Questi dettagli mi fecero pensare che avevano lavorato molto sulle superfici, per arrivare poi ad ottenere "poco" dal punto di vista dell'utente. Gli interni no, alzo le mani. C'era veramente poco da dire, a parte l'secondo me eccellente posizionamento in altezza della plancia, nè troppo alta nè troppo bassa, che dava un bel senso di spazio. Corsa B aveva sicuramente un altro impatto, sin dal primo sguardo, col suo tondissimo "perchè". Parlando però di rivali dell'epoca, ho sempre trovato più piacevole (se prese entrambe a tre porte) Corsa C della Fiesta dell'epoca, quella coi fari posteriori verticali pure lei. Quella non mi diceva proprio niente. Poi... sarò di parte eh
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Sì, esistono alcune immagini delle maquettes di Zafira A, ma non sono ancora in digitale, quindi... arriveranno Nel frattempo, qualcosa su Corsa C. La speranza è sempre quella di non fare doppioni, di non caricare cose già viste, ma onestamente è difficile fare una lista del "già visto" andando ogni volta a ritroso per pagine e pagine, quindi... speriamo che la maggior parte del materiale sia "mai visto". Iniziamo con alcune proposte per la plancia, inclusa quella andata in produzione. La plancia di Corsa C non era un granchè in quanto ad originalità, e nemmeno fra le varianti scartate vedo particolari exploit. Mainstream per mainstream, debbo dire, io avrei mandato in produzione la prima in alto a sinistra... mi piace di più. Chissà, forse avran pensato che avrebbe potuto sembrare quella di una VW. Poi abbiamo quattro scotches .... ehm sketches, sempre riguardo la plancia, con il primo e l'ultimo (che mi piace molto) che "osano" un po' di più, mentre il secondo e soprattutto il terzo sono molto vicini al risultato finale. Come ci dice la firma dell'ultimo, siamo nel 1995. Sì, esistono alcune immagini delle maquettes di Zafira A, ma non sono ancora in digitale, quindi... arriveranno Nel frattempo, qualcosa su Corsa C. La speranza è sempre quella di non fare doppioni, di non caricare cose già viste, ma onestamente è difficile fare una lista del "già visto" andando ogni volta a ritroso per pagine e pagine, quindi... speriamo che la maggior parte del materiale sia "mai visto". Iniziamo con alcune proposte per la plancia, inclusa quella andata in produzione. La plancia di Corsa C non era un granchè in quanto ad originalità, e nemmeno fra le varianti scartate vedo particolari exploit. Mainstream per mainstream, debbo dire, io avrei mandato in produzione la prima in alto a sinistra... mi piace di più. Chissà, forse avran pensato che avrebbe potuto sembrare quella di una VW. Poi abbiamo quattro scotches .... ehm sketches, sempre riguardo la plancia, con il primo e l'ultimo (che mi piace molto) che "osano" un po' di più, mentre il secondo e soprattutto il terzo sono molto vicini al risultato finale. Come ci dice la firma dell'ultimo, siamo nel 1995. Un po' di esterni, alcuni vicini alla versione definitiva, altri un po' più fantasiosi. Le proposte arrivate alla fase tridimensionale in scala reale.
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Aggiornamento locale, basato sull'occhiometro. Nel corso della settimana che sta per volgere al termine, più volte ho pensato "toh... han cominciato a consegnare sia lei che la Junior?". Cioè... dal lancio fino alla settimana scorsa, nella mia valle io di Ypsilon ne vedevo ogni tanto in giro UNA, sempre la stessa. Idem la piccola Alfa. Una, sempre la stessa. Negli ultimi cinque/sei giorni, di Lancia ne ho incrociate quattro diverse, tutte targhe diverse nuovissime. E pure tre Junior. La Lancetta, debbo dire, a me garba. Quando la incroci mentre va nell'altra direzione ha il suo bel perchè. La Junior mi spiace, anche quella che ho visto stasera... in parte sarà stato il colore, una specie di "topo" forse neanche metallizzato (boh, avrò visto male, non conosco la sua gamma colori), ma ho proprio detto "mamma mia..." La stessa l'avevo davanti ieri sera, a una cinquantina di metri... sembrava larga un metro e alta due... no, mi spiace. Non voglio offendere chi l'apprezza, ma lascio qui il mio umilissimo "mamma mia..." La Lancetta invece, beh beh beh.
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Io la penso proprio come te, e sono altrettanto incuriosito, anche perchè andando abbastanza deciso sulla "cartaccia" in archivio dove in teoria avrei potuto trovare qualche info in più, ho trovato zero in più rispetto a quello che avevo già trasferito in digitale anni fa, e cioè questa foto "in corsa" del tre quarti posteriore. (quella dell'anteriore, di bassa qualità e a mio parere scattata nello stesso frangente, l'ho ricevuta da un amico giornalista spagnolo - che ci segue - il quale mi ha inviato tempo fa un po' di cose curiose trovate sul web e provenienti dal loro Motor16, purtroppo caricate con quella qualità terribile) La foto del posteriore fu pubblicata in Italia da Quattroruote sul numero dell'Aprile 1986, insieme ad altre della normale AX ormai pronta. Quattroruote aggiunse la dida che diceva "Citroen ha realizzato un prototipo sportivo della AX, che però non sarà prodotto", ed io, ragazzino, concordai. Vuoi per lo spoiler posteriore, vuoi per l'all white che faceva un po' rally, la presi pure io per un'evoluzione sportiva. A vederla oggi, però, direi di no. Tolte le sfumature sportive, si notano delle ruote che per dimensione e carenatura hanno ben poco a che fare con il mondo delle corse. Quindi mi son chiesto: cosa stavano studiando? Il pensiero è andato a Renault, che se non erro in quegli anni propagandava i suoi studi sulla Vesta II. Potrebbe quindi essere un carenatissimo studio dal Cx inaudito, e tra l'altro, fattore che fino ad oggi non avevo mai soppesato più di tanto, guardandola bene, questa "AX del futuro"... non è che sia poi tanto un'AX. Cioè, tolte forma e proporzioni, e tolti i fari anteriori che ci ricordano la versione di serie... se prendiamo questa foto di tre quarti posteriore e la mettiamo a confronto con una della AX andata in produzione... questo proto non ha un singolo pezzo di carrozzeria in comune con lei. Manco il cosiddetto carry over. Avrà probabilmente il suo pianale e la sua meccanica (qualunque fosse). Quindi è probabile che si trattasse di uno studio avanzato in ottica aerodinamica/contenimento consumi, che per motivi vari ha finito per sembrare un'evoluzione sportiva, come scritto da Quattroruote in quella dida.
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Grazie Angelo per queste belle pagine, piene di foto che non avevo mai visto!! Dico la mia, la maquette delle foto 6 e 7 nell'ultima delle pagine è anche più bellina della "vera" AX. Riguardo il prototipo conservato al.. conservatorio qui lo vediamo (cioè, o è lui o uno molto simile) in prova nello stesso tratto in cui venivano in quel periodo paparazzati i prototipi della vera AX, curiosamente camuffati mentre lui girava così.
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Pienamente d'accordo. Vorrei vederle ancora adesso delle plance di questo tipo: questa, come quella della Thesis appunto, della Serie 3 E46 o Serie 5 E39, del Fiat Coupè, di varie Honda come Civic ed Accord/Prelude degli anni '90, ecc. ecc. Mi dicono "eeh che vecchiume, i tempi son cambiati". Cosa c'era di brutto o sbagliato, dico io... Quelli che mi dicon così brucerei loro il completo (che bene o male è sempre quello, perchè certe cose stan bene come sono) che mettono ai matrimoni, alle cene o per andare a ballare, e li manderei con una camicia con una manica sola, i pantaloni con due gambe di lunghezza differente, le bretelle incrociate, il farfallino sulla fronte e ai piedi una ciabatta e uno stivale da pesca. "Lo smoking? Ehh, vecchiume, i tempi son cambiati." Ma va cantare va'
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Più breve il discorso per quanto riguarda gli interni. Anche qui la sfida era tra il team francese diretto da Bracq e quello torinese, in quale presenta queste proposte, insieme ad un figurino in scala 1:1 per la definizione della plancia. Da La Garenne arrivano questi. Nell'ordine, il primo orientamento (Peugeot)... Una maquette della sola parte superiore della plancia... ... ed infine il modello approvato per lo sviluppo. E Pininfarina cosa propose, a livello di modelli? Questo, che ho lasciato per ultimo perchè mi ha incuriosito assai. Siamo nell'ottobre del 1991. Ora... la mia domanda è? Ma chi ha fatto la plancia della Thesis?
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Pininfarina si presenta con questa proposta. La quale onestamente mi fa pensare che si fossero "addormentati un po". Va bene che Peugeot ai tempi non era certo una Casa solita chiedere cose folli ai suoi collaboratori, ma qui siamo nel 1991, c'è già sul mercato da quattro anni una certa 405 che non è molto lontana da questa maquette, e se pensiamo che il lancio è previsto per la metà della decade appena iniziata... beh, insomma, wow... che emozione. (va ben che poi Peugeot non farà chissà che con la sua, ma qui, specialmente nel frontale... dai, su ragazzi, un po' di vita ) Infatti cosa accade? La proposta di Pininfarina viene rifiutata, e la richiesta è quella di tornare a Torino, lavorarci su o presentarne un'altra, mentre "in casa" si lavorerà su una delle proposte viste sopra, per evolverne il concetto. Il secondo confronto avrà luogo nel mese di luglio, e vedrà faccia a faccia l'appena nominata evoluzione di una delle proposte interne... ... e la nuova proposta giunta dal Piemonte. Nel giugno del 1992 arriva il congelamento dello stile esterno, e... vabbè. I francesi la raccontano - come spesso è accaduto - un po' a modo loro secondo me, dicendo che ci sono arrivati evolvendo la proposta di Rossi (che per carità, aveva mostrato parte del DNA 406 in alcuni dei primi figurini), però... se osserviamo la maquette "congelata" e la paragoniamo alla seconda proposta torinese... beh beh a mio parere è uno di quei casi in cui alla fine s'è preso un po' di questo e un po' di quello.
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Nel febbraio del 1991 avviene il primo confronto tridimensionale, con maquettes in scala 1:1. Gli stilistri francesi presentano tre proposte... anzi quattro: il problema è che non riusciamo ad abbinare bene i vari frontali e posteriori, perchè la nostra cara rivista ha fatto un mischione con le immagini. Ho cercato di capirci qualcosa, ma potrebbero esserci delle imprecisioni. Cominciamo con questa, della quale non riusciamo a leggere il cartellino sul parabrezza. Poi abbiamo la "SP4", che è quella di cui abbiamo più immagini... Poi troviamo la "SP2" e la "SP3" (il che mi fa pensare che quella "illeggibile" fosse la 1), riguardo le quali ho cercato di abbinare muso e coda basandomi soprattutto sullo stile delle fasce nere sui paraurti, continue sulla "3" e spezzate sulla "4", dato che sui lunotti i cartellini non ci sono.
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Alcune (si fa per dire ) immagini riguardo la nascita della 406. La storia inizia nei primi mesi del 1990, quando gli stilisti francesi iniziano con i figurini della D80, erede della 405. Vediamone alcuni, il primo dei quali tra l'altro è realizzato da Laurent Rossi, padre della proposta che verrà poi scelta per lo sviluppo. I quattro che seguono sono tutti di Rossi, e vengono presentati come il "concept" che il management decise di portare avanti. La competizione, come da tradizione, è fra il CS Peugeot e la Pininfarina. Quindi, nello stesso periodo, nel torinese nascono queste proposte.
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Le prime proposte formali per il design della prima S40 (in principio battezzata, ricorderete, S4 mentre la wagon si chiamava F4). Beh... le idee erano abbastanza chiare fin dal principio. (guardando quella qui sopra mi è venuta in mente la K ) Un paio di figurini relativi alla V40 (ex F4), il primo dei quali, bello preciso e pulito, praticamente identico alla vettura definitiva. La fase dei primi modelli in scala (1:2,5) L'immagine al computer di un'altra proposta Le maquettes asimmetriche (curioso vederle in versione berlina/wagon... di solito le asimmetriche ci mostrano due varianti della stessa tipologia di corpo vettura) Ancora una delle asimmetriche, a confronto con l'icona svedese P1800 ES. E per finire, il master della berlina.
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Andando a curiosare in archivio, in cerca di aneddoti, foto, disegni, proposte... zero. Ma zero proprio. Pure Auto & Design, ai tempi del lancio, presentò la Prisma fatta e finita, in un servizio di 4 o 6 pagine pieno di foto ufficiali. Manco mezzo bozzetto. Mai capito perchè, dato che su numeri dello stesso periodo si allargavano a servizi di pagine e pagine che raccontavano come erano nate vetture come la Renault 9. Senza voler nulla togliere a lei, per carità, però... una design story della Prima sarà ben esistita. Invece niente. Chissà, magari fu Giugiaro a non rilasciare il materiale. Boh. Camuffi vari sì, anche se non tanti come per la Delta. Prisma esce in strada in quanto tale, camuffata ovviamente al posteriore. Questa non sarebbe la sede in cui guardare prototipi, ma un'immagine la lascio, perchè questo camuffo mi è sempre piaciuto. Nel suo essere raffazzonato aveva una certa "linea", delle buone proporzioni, e lo condivido perchè mi ha sempre fatto pensare a come avrebbe potuto essere una Prisma SW. Nemmeno brutta, a mio parere.
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Il nuovo allestimento interno della Beta, che aveva nella sua parte più importante (e "difficile", se vogliamo, chè non a tutti piacque) nella plancia ribattezzata dagli appassionati "groviera" fu il risultato di una collaborazione fra Lancia e la ditta IAO Gallino. Per rendere compatibili le esigenze del design e della realtà tecnica (stabilità dimensionale, omogeneità delle superfici - anche se di materiali diversi - e inalterabilità cromatica) la IAO Gallino aveva eseguito un'approfondita ricerca su materiali, tecniche di stampaggio ed accorgimenti di rifinitura delle superfici. Ne risultava una plancia portastrumenti (nella foto qui sotto, un "esploso" dei suoi elementi strutturali) costituita da un supporto in materiale termoplastico iniettato, sul quale era assemblato un pannello frontale, realizzato con una schiuma a bassa densità che aggiungeva sicurezza in caso d'urto agli occupanti. Qui sotto, un breve "vademecum" di Gente Motori, che spiega il funzionamento del "control system" che faceva parte di questa curiosa plancia (che personalmente ho sempre trovato orribile, ma tant'è... è solo il mio parere). Control system che, una volta letta la maniera in cui funzionava, sempre mio parere si potrebbe tranquillamente ribattezzare "come complicare la vita al povero Lancista moderno". La semplice spia che si accende quando qualcosa non va evidentemente era troppo semplice.
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Torno sul sentiero con tre plance alternative proposte per la Prisma. secondo me una peggio dell'altra
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