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loric

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  1. E siamo assolutamente d'accordo. Puzza un po' di presa in giro. Se però hanno impostato la campagna in quel modo, è evidente che hanno fatto tutte le valutazioni del caso. E mi ricollego a quanto già detto in precedenza: probabilmente gli italiani non faranno una piega.
  2. Ma infatti, là ci sono anche aspetti economici in gioco. A parte tutto, trovo molto interessante l'approccio scelto da FIAT per combattere la morbilità non strutturale, cioè, per intenderci, i numerosi casi di gente che si mette in malattia perché "non ha voglia di andare al lavoro". Ovviamente io sono d'accordo che qualcosa va fatto (lo sappiamo tutti che un certificato medico non si nega a nessuno) e sappiamo anche che l'abuso dell'istituto della malattia è uno degli elementi che più impattano la produttività. Se riescono a far passare quello, tanto di cappello.
  3. Aspe', quelle sono le pause di alleggerimento per gli addetti alla catena di montaggio, parliamo di lavori ripetitivi a ritmo/tempo vincolato. E' una questione di salute e sicurezza sul lavoro, non di pausa caffé. Poi che siano meglio 3 pause di 10 minuti piuttosto che 2 da 20 può anche essere, non ho tempo/voglia di fare studi in proposito. Ciò detto, quella di FIAT è una piattaforma di trattativa tutto sommato non scandalosa (ho visto turni di lavoro ben più gravosi senza che ci fossero levate di scudi da parte di sindacati e lavoratori) in cui hanno "infilato", ad arte, alcune polpettine avvelenate che, però, ci possono benissimo stare, specialmente in una fase di trattativa ancora in evoluzione.
  4. Da quello che posso vedere, mediamente, chi scrive/legge qui dentro ha la capacità e la voglia di raccogliere le informazioni che gli servono per formarsi un'opinione, opinione che potrà essere giusta o sbagliata, ma almeno è personale e non confezionata su misura da qualche spin-doctor del marketing ed inculcata a forza nel cervello degli altri.
  5. Giudica tu stesso http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/materiali/10_06_01-fiat.pdf
  6. Anche secondo me. E non è escluso che fosse nei piani sin dall'inizio.
  7. Ottimista. Nell'Italia reale, che non è AP , l'opinione pubblica è quanto di più passivo si possa immaginare. La contraddizione verrà certamente stigmatizzata in qualche comunicato sindacale, ma chi li legge quelli? Mica ci sono tette e culi. E poi i sindacati, per una che ne azzeccano, ne mandano a donnine peripateutiche altre 10. Forse qualche giornale ne parlerà, ma senza particolare enfasi, del resto non si può mica far incazzare l'inserzionista Quello che alla fine verrà fuori è che l'itagliano apprezzerà la pubblicità che è ben realizzata e che utilizza quella che probabilmente è la macchina più carina oggi in commercio e arriverà a provare simpatia per FIAT che fa leva sull'italianità, italianità che normalmente viene considerata una cippa, ma in tempo di mondiali di calcio viene riscoperta ed idolatrata per qualche settimana. Con l'opinione pubblica ben intortata, la FIAT continuerà indisturbata a fare quello che vuole senza neanche pagarne pegno in termini di immagine.
  8. Riguardo Cassino avevo letto, qualche tempo fa, di CIG straordinaria per un anno (ovviamente non a zero ore e probabilmente non per tutte le maestranze) per "crisi improvvisa", con facoltà per la direzione aziendale di richiamare in qualsiasi momento le maestranze secondo necessità. Però non riesco a ritrovare l'articolo
  9. Forse hai ragione, ma l'idea di correre il rischio, anche remoto, di mandare il motore a donnine peripatetiche per un eccesso di confidenza nella chimica, mi fa propendere per il cambio bi-annuale anche se 20.000 Km praticamente li faccio in due anni. Edited: ho fatto casino, rewind. Non faccio 20.000 km in due anni, ogni due revisioni cambio olio.
  10. The Giulietta features a double-pinion steering system. I had a chance to test her a couple of weeks ago and I can say the steering servo is pretty good. Not as good as the 147's one, but very good nonetheless; it's possibly the best electric power steering system I've ever tried.
  11. Which reminds me of the old video featuring Krief himself in which, while driving an AlfaGT Q2, he claimed the double wishbones suspension strut is far superior than the McPherson one. Panta rei.
  12. Sì, ma esistono anche degli sfigati che non si possono permettere di avere venti macchine ed un garage capace di contenerle, ma che sarebbero disposti con piacere a mollare, che so, cento euro all'anno in favore del museo.
  13. Pretendere che con le sottoscrizioni del "club del museo" si raccolgano milioni di euro è improponibile, ma lo stesso vale anche per l'ipotesi "ingresso a pagamento", visto che, peraltro, il museo di Arese è meno pubblicizzato della piadineria che ho sotto casa. E' ovvio che gli investimenti, quelli grossi, devono venire dal gruppozzo, ma con le sottoscrizioni si possono coprire almeno in parte i costi di mantenimento. Poi se si condisce l'appartenenza al club con "materiale storico esclusivo" (un magazine anche solo telematico) e/o la partecipazione ad eventi ed anteprime dedicate, sta' certo che gli Alfisti, quelli veri, sarebbero disposti a rimetterci ben più che il costo di una pizza. Resta il fatto che un museo abbandonato a se stesso, quasi che fosse un qualcosa che il gruppozzo tollera con malecalto fastidio, non potrà mai avere successo e sarà certamente destinato a scomparire. Prendano esempio da altri marchi che hanno meno tradizione e meno heritage, ma che quel poco che hanno lo esaltano e valorizzano ad ogni occasione.
  14. Come ho già scritto, a FIAT non interessava acquisire Alfa di per sé, tant'è che fino a quando non si fece avanti Ford con un'offerta economica, il gruppozzo continuò sempre a dichiararsi non interessato al Biscione. Solo quando si profilò all'orizzonte il rischio di avere un concorrente straniero in patria, per di più non castrato dai dazi doganali, FIAT cambiò radicalmente idea e smosse mari e monti per accapparrarsi Alfa. Chiuso il contratto d'acquisto e scampato il pericolo, Alfa ritornò, per Fiat, ad essere poco interessante.
  15. Il complesso comandi dei vetri e specchietti a me ricorda quello di 159. Non l'ho trovato osceno. Per il resto concordo con le critiche sugli interni. IMHO potevano essere più furbi.
  16. Un "club del museo" con quota annuale destinata al mantenimento del museo? Io ci starei.
  17. Non vorrei che esplodesse una guerra fra poveri (Alfa vs. Lancia), per cui tralascio tutto il resto del tuo post e mi soffermo alla parte quotata. E' vero, Alfa al momento della cessione a FIAT era messa economicamente male, ma aveva una dote di impianti, uomini e know-how che la rendevano un bene prezioso. Quando l'IRI si decise a venderla, in prima battuta si pensò di proporla a FIAT, come naturale che fosse. FIAT si dichiarò non interessata, e le trattative proseguirono su altri tavoli. Solo quando si fece avanti Ford, e praticamente ad accordo già condiviso, ancorché non firmato, FIAT si svegliò dalla sua indifferenza e, memori degli insegnamenti di Valletta (che fin quando fu alla guida del gruppozzo lavorò su tutti i tavoli, in primis quello politico-governativo, per bloccare l'ingresso degli stranieri in Italia), Romiti & Co. ottennero Alfa a condizioni economiche favorevolissime strappandola allo straniero. Non mi risulta che FIAT subì duri colpi dall'acquisto di Alfa. Al contrario, gli scossoni furono causati dal definitivo cambiamento di rotta voluto da Romiti, appoggiato dalla proprietà, che portò al siluramento di Ghidella (le macchine cessarono di essere il core-business del gruppo e gli sviluppi di nuovi modelli furono rallentati mentre i concorrenti andavano avanti) e all'avverarsi dell'incubo peggiore di Valletta: lo smantellamento dei dazi doganali infra-UE. Ritornando alla situazione di Alfa sotto IRI... be', hai ragione, se fosse stata una normalissima azienda privata, con quei conti sarebbe andata col culo per terra molto prima. Ma è anche vero che in un'azienda privata, probabilmente, una gestione orientata al prodotto e all'economicità, piuttosto che agli interessi politici e clientelari che caratterizzavano IRI, avrebbe impedito di raggiungere quel grado di dissesto dei conti.
  18. Il problema dell'Amiga, che inizalmente fece faville date le sue caratteristiche all'avanguardia, fu che il management si adagiò sugli allori. Poiché all'inizio si vendeva praticamente da solo, non fu fatta una promozione adeguata. Non furono neanche pianificati gli aggiornamenti necessari, tant'è che se all'inizio l'Amiga surclassava la concorrenza sull'aspetto multimediale, alla fine fu da essa raggiunto e infine superato (vedi capacità grafiche e profondità del colore). Insomma, la storia dell'Alfa GT
  19. Sì, ma il mascellone calvo lo fece chiudere per ragioni di sicurezza nazionale. Insomma, durò poco. E comunque, come tutti sanno, la caduta del fascismo non portò certo all'apertura di stabilimenti stranieri in italia, il protezionismo in favore di FIAT sopravvisse, e per molto tempo, alla fine del fascismo.
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